“La Conviviale” invita a scendere in piazza per rivendicare diritto all’aborto e all’autodeterminazione

«Nella provincia di Chieti oltre il 90% dei ginecologi si avvale dell’obiezione di coscienza, rendendo difficile per le donne accedere all’interruzione volontaria di gravidanza (IVG)».
La Casa del popolo “La Conviviale” di Vasto invita a scendere in piazza per «manifestare la nostra indignazione e rivendicare il diritto all’aborto e all’autodeterminazione, invitando tutta la cittadinanza, le sigle sindacali e le associazioni a partecipare». La mobilitazione è fissata per sabato 12 aprile, alle ore 18, ciin piazza Barbacani.

«Attualmente – spiega l’associazione – l’unico ospedale che offre questo servizio è il “Floraspe Renzetti” di Lanciano, al contrario dell’ospedale “San Pio” di Vasto, che lo ha sospeso, in quanto tutti i medici sotto contratto si dichiarano obiettori. Eppure, secondo la Legge 194/1978, che disciplina l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) in Italia, tutti gli ospedali pubblici con un reparto di ostetricia e ginecologia dovrebbero garantire il servizio di IVG. Nello specifico, l’Articolo 9 prevede il diritto all’obiezione di coscienza per i medici e il personale sanitario, ma specifica che gli enti ospedalieri sono comunque tenuti a garantire il servizio; gli Articoli 5 e 8 stabiliscono che l’IVG deve essere disponibile sia nelle strutture ospedaliere pubbliche, sia nelle case di cura autorizzate e l’Articolo 15 chiarisce che le regioni e le aziende sanitarie locali devono assicurare che il servizio sia garantito».

«In pratica, se in un ospedale tutti i medici sono obiettori, la Regione o l’Asl dovrebbero intervenire per assumere medici non obiettori, garantire la presenza di almeno un medico non obiettore per eseguire le IVG, oppure organizzare convenzioni con altri ospedali o strutture sanitarie private autorizzate. Siamo, chiaramente, di fronte all’ennesimo diritto negato, un diritto che le donne hanno ottenuto unendosi nella lotta e che i governi, regionali e nazionali, puntualmente ignorano e calpestano. È il momento di tornare a riempire le piazze e pretendere di essere riconosciute con i nostri corpi, le nostre vite e le nostre scelte». 

Per adesioni
laconvivialevasto@gmail.com

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