«Non posso accedere a casa mia: voglio pagare l’accesso da un tratturo, ma aspetto da 2 anni»

Avere una casa e non poterla raggiungere. Chiedere da due anni l’autorizzazione a passare su un’area tratturale e non ottenere alcuna risposta dagli uffici competenti. Una situazione assurda, quella che sta vivendo Corrado Squadrone. Il noto avvocato, per tanti anni protagonista di battaglie civili con l’Ape, associazione per il diritti calpestati, stavolta si rivolge a Chiaro Quotidiano per denunciare pubblicamente una vicenda di lungaggini burocratiche.

Corrado Squadrone

Il 14 marzo 2023 ha inviato all’Ufficio territoriale foreste e demani di Chieti del Dipartimento agricoltura della Regione Abruzzo una richiesta di «rilascio della concessione precaria di suolo tratturale esteso 430 metri quadri circa», si legge nel documento, «per la sola strada di accesso, per rendere accessibile il fondo», che si trova a Scerni ed è «attualmente intercluso e privo di strada di accesso».

«Solleciti e viaggi a Chieti – racconta Squadrone – non sono serviti a nulla. Nella domanda chiedo l’accesso a un tratturo già esistente. Da dieci anni non posso accedere a un immobile di mia proprietà, che è intercluso perché attorniato da altre proprietà private. Si può entrare solo da una fascia di terreno tratturale di cui è titolare la Regione Abruzzo. Dsa due anni aspetto una risposta- E come me anche decine di cittadini e professionisti. Tante persone si trovano nell’impossibilità di pagare il canone di una concessione che viene rinnovata di cinque anni in cinque anni. Le domande possono essere prensentate solo online e non c’è alcuna certezza della risposta. Il timore è che poi, anche a chi vuole pagare regolarmente, arrivino richieste di arretrati: cinque anni da pagare tutti insieme. Sarebbero delle batoste».

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