Sette arazzi, con una dimensione di ben trentasei metri quadrati, di eccellente manifattura fiamminga, furono commissionati dall’imperatore Carlo V d’Asburgo e donati ai marchesi d’Avalos del Vasto: ma quale storia si nasconde dietro queste magnifiche opere? Non solo il destino della città di Vasto, ma anche le sorti della storia italiana sono state profondamente segnate dai marchesi d’Avalos, e Italia Nostra del Vastese, in un ciclo di incontri, intende raccontare le imprese e le vicende che hanno caratterizzato i nobili del Vasto.
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Nella chiesa di Santa Filomena, presso il palazzo Genova-Rulli, nel pomeriggio di ieri, martedì 24 febbraio, si è tenuto il primo incontro.
La data scelta per l’occasione non è stata casuale: proprio ieri, infatti, ricorrevano cinquecento anni dalla battaglia di Pavia, combattuta il 24 febbraio 1525: decisiva fu l’azione dell’esercito guidato dei marchesi Alfonso III d’Avalos del Vasto e di Ferrante d’Avalos di Pescara che, giunti in sostegno dell’imperatore Carlo V d’Asburgo, cacciarono definitivamente l’esercito francese di Francesco I di Valois dal suolo italiano.
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L’imperatore Carlo V, per ringraziare ed omaggiare i marchesi d’Avalos per l’indispensabile aiuto offerto, commissionò sette meravigliosi arazzi, grandi nove metri per quattro, rappresentanti le scene della battaglia, e che donò ai marchesi del Vasto.
La scelta della chiesa di Santa Filomena come luogo del primo incontro non è stata casuale: qui, infatti, prima che la famiglia Genova-Rulli diventassero i proprietari del palazzo e della chiesa annessa ad esso, era sepolto Innico III d’Avalos (le cui spoglie furono successivamente traslate nell’attuale chiesa di Santa Maria Maggiore) che, grazie al suo testamento, inedito, è stato possibile approfondire la storia degli arazzi, nonché la loro presenza all’interno di palazzo d’Avalos a Vasto.
A seguito di un’importante indigenza economica, nel Settecento questi arazzi vennero venduti, per poi essere riacquistati, quasi un secolo dopo, dal ramo napoletano della famiglia, che nel 1862 li donò al Museo nazionale di Capodimonte, dove ancor oggi sono conservati.
Della battaglia di Pavia, oggi, a Vasto restano solo quattro selle da parata, donate anch’esse come omaggio dall’imperatore Carlo V. Due di queste selle sono certamente appartenenti ad Alfonso III e a Ferrante d’Avalos. Queste selle, collocate nei musei di palazzo d’Avalos, non sono visionabili a causa di una mancata illuminazione adeguata della sala in cui sono conservate.
Ci dicono di più il presidente di Italia Nostra del Vastese, Davide Aquilano, e Luigi Murolo, grande esperto della storia vastese.
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