Le strade provinciali ancora martoriate dalle frane provocate dal maltempo di fine marzo e inizio aprile. A denunciarlo è il presidente della Provincia di Chieti, Francesco Menna, che ha scritto una lettera alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e al presidente della Regione, Marco Marsilio.
Menna scrive che nonostante il riconoscimento dello stato di emergenza di rilievo nazionale, non sono ancora stanziati i fondi necessari per ripristinare i collegamenti a eccezione della dotazione iniziale di 15 milioni di euro a valere sul Fondo Emergenze Nazionali; «si deve amaramente constatare come tale primo impulso si sia completamente arenato», scrive Menna.

«A distanza di oltre cinque mesi dalla dichiarazione formale dello stato di emergenza, e nonostante i competenti uffici tecnici della Provincia e dei Comuni abbiano ultimato la complessa ricognizione dei danni e dei fabbisogni strutturali ai sensi dell’articolo 4 della richiamata Ocdpc 1189/2026, il territorio non ha ricevuto alcun riscontro sull’approvazione di un Piano degli Interventi e dell’avvenuto stanziamento di fondi, volti alla mitigazione strutturale del rischio residuo e alla ricostruzione dei collegamenti viari provinciali e comunali».
Secondo le ricognizioni, la Provincia di Chieti registra attualmente la presenza attiva di oltre 300 frane che interessano direttamente la sede stradale. «La stima rigorosa degli oneri necessari al solo ripristino in sicurezza della viabilità pubblica di pertinenza provinciale ammonta a oltre 130 milioni di euro», somma «ontologicamente inesigibile dai ristretti bilanci dell’ente, deprivato della necessaria capacità fiscale a seguito dei riordini normativi dettati dalla Legge 56/2014, pur dovendo noi rispondere per legge della manutenzione stradale».

Oggi, quindi, numerose strade, anche di valenza interregionale come ex SS 86 Istonia (attuale SP 212) come in Alto Vastese, risultano interrotte, impercorribili o limitate a precari sensi unici alternati: «Questa paralisi non solo isola decine di centri montani, recide la continuità territoriale verso il Molise (aggravata dal collasso strutturale del viadotto sul fiume Trigno), ma impedisce l’accesso rapido delle popolazioni ai presidi ospedalieri costieri, configurando la potenziale lesione di diritti costituzionalmente garantiti».
«L’assenza di risposte assume oggi contorni di massima allerta – continua Menna che sottolinea anche i rischi delle prossime stagioni – Il tempo trascorso da aprile ha precluso l’opportunità di sfruttare le finestre meteorologiche estive per intervenire sulle frane. Con l’imminente approssimarsi della stagione autunnale e invernale, caratterizzata dai consueti cicli di precipitazioni, gelo e disgelo, l’esposizione al rischio per le infrastrutture già gravemente lesionate è altissima. Un ulteriore evento atmosferico, seppur di intensità ordinaria, potrebbe provocare il riavvio massivo dei fronti franosi quiescenti, trasformando le precarie limitazioni del traffico odierne in un isolamento totale e irreversibile di intere comunità».
«In virtù del mio ruolo di presidente della Provincia di Chieti, interprete dell’esasperazione dei miei concittadini e del senso di solitudine che attanaglia i sindaci del territorio, sono a rivolgere alle SS.VV. questo accorato e formale appello – si conclude la lettera di Menna – È fondamentale che venga assunto, con tutta l’urgenza che la pubblica incolumità impone, l’impegno a varare un piano straordinario d’interventi, sfruttando appieno i poteri di deroga previsti dal Codice della Protezione Civile (D.Lgs. 1/2018). I nostri cittadini non possono attendere oltre. Confidando nella vostra alta sensibilità istituzionale e nella vostra pragmatica determinazione, chiedo formalmente la convocazione di un tavolo di confronto inter-istituzionale, al fine di individuare la necessaria e immediata capienza finanziaria e definire un cronoprogramma certo e indifferibile per l’avvio delle opere pubbliche».





